CERTIFICATI MEDICI TELEMATICI

Con l’anno nuovo sono arrivati i nuovi certificati medici telematici e subito hanno portato alcuni disagi e disservizi. I nostri omologhi del comparto sanità hanno segnalato numerosi casi di medici di famiglia impossibilitati nel trasmettere i nuovi certificati medici all’Inps, passo obbligatorio secondo la nuova normativa che regola la materia. Tale impossibilità che sembra dovuta a frequenti blocchi del sistema online di segnalazione e all’intasamento dei centralini dei call center istituiti a supporto delle novità in questione, provoca la non disponibilità del codice certificato univoco rilasciato all’emissione di ogni nuovo certificato che, sostanzialmente, va a comprovare la “bontà” di ciascun certificato.

Il codice in questione deve, o meglio dovrebbe, poter essere consultato sul sito dell’Inps, sia da parte dei datori di lavoro sia dei dipendenti interessati.

Innanzi tutto dobbiamo segnalare che abbiamo provato di persona ad accedere a tali informazioni ma, dopo avere riempito un intero e dettagliato modulo online (i soliti cognome, nome, indirizzo, ecc.), il sistema Inps ci ha risposto con un laconico “Il servizio non è al momento disponibile. Si prega di riprovare più tardi.”

Quando poi il medico riesce a portare a termine l’operazione vi potrà chiedere un indirizzo di posta elettronica ove spedirà il vostro certificato medico.

Se avete acconsentito di ricevere il certificato sulla casella di posta elettronica avrete innanzi due possibilità:

  1. Stampare il certificato e inviarlo a mezzo posta interna, via fax o per raccomandata all’Ufficio Personale secondo le consuete modalità, magari dopo aver tagliato la parte del lavoratore che riporta la diagnosi.
  2. Spedire direttamente il certificato via email all’Ufficio Personale al quale, per la cronaca, abbiamo già chiesto se questa nuova modalità di inoltro sia o meno accettata ricevendo risposta affermativa.

Nel secondo caso però si va incontro a un problemino dovuto al fatto che il certificato arriva nel diffusissimo formato pdf che, come noto, non permette di essere modificato e ciò potrebbe obbligarvi a spedirlo per intero, inclusa la parte per il lavoratore riportante la diagnosi. Per evitare di tornare mestamente all’antico e rassegnarsi a seguire l’opzione 1 sopra riportata, bisogna ingegnarsi un po’ con il nostro “amato” personal computer, noi abbiamo fatto così (non ce ne vogliano gli esperti e gli smanettoni del PC se troveranno superfluo quanto segue):

  1. Si apre il certificato ricevuto con un programma tipo Acrobat Reader (si usa anche in azienda)
  2. Si sposta il documento a video con le barre di scorrimento in modo da visualizzare la sola parte “per il datore di lavoro” (con prognosi ma senza diagnosi)
  3. Si premono contemporaneamente i tasti Alt e Stamp
  4. Si apre un qualunque programma per gestire le immagini (Paint già in dotazione di Windows va benissimo) oppure Word e si incolla il contenuto degli “appunti” premendo contemporaneamente i tasti Ctrl e V oppure seguendo il menù del programma cercando il comando “Incolla” (di solito: Modifica —> Incolla.
  5. Si salva in formato jpg o doc, a seconda di quanto fatto la punto precedente, e si spedisce come allegato di una email all’Ufficio Personale
  6. Occorre ovviamente ricordarsi di tenere copia dell’email che vale da ricevuta. 

Semplice, no!? 

N.B.: Per i lavoratori senza casella postale privata, senza computer o che semplicemente vogliano mantenere le loro tradizionali abitudini, sembra che il medico possa comunque stampare e consegnare copia del certificato telematico, come sopra descritto, quindi saranno in grado di continuare a comportarsi come sempre hanno fatto. L’obbligo di trasmissione telematica riguarda infatti il medico nei confronti dell’Inps e non è previsto l’obbligo per il lavoratore di ricevere il certificato per via telematica.

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