LE SFIDE DEL FUTURO

L'intervento di Mauro Corte al Congresso Nazionale UILCA

Viviamo in un tempo di sfide e di grandi cambiamenti. Seppure il sindacato abbia recuperato, nell’ultimo anno, una certa credibilità, probabilmente più a causa della crisi piuttosto che per suoi meriti intrinseci, occorre attrezzarsi e dare risposte alle nuove emergenze. Ci aspetta  un difficile rinnovo contrattuale, dal quale dipenderà il futuro della categoria. In tal senso occorre saper cogliere la duplice  sfida che ci pone la tecnologia e il mercato. Nel piccolo lo vediamo tutti i giorni in Banca Carige, una banca tradizionale, che in breve tempo sta repentinamente vivendo una profonda mutazione genetica. I valori di un tempo sono sovvertiti, soppiantati da nuovi ingaggi e nuove parole d'ordine. Il lavoro diventa più smart e quel che conta è la performance.

A fronte di questi nuovi imperativi, credo sia inutile quanto dannosa una battaglia di retroguardia che dica pregiudizialmente no ad ogni innovazione. Ciò nondimeno occorre entrare pesantemente nel merito delle politiche commerciali, opponendosi agli aspetti più aggressivi e parossistici, evitando che prevalga la spietata e sadica logica dei “talent”, che seppellisce il valore della solidarietà in nome di una sfrenata competizione, così come occorre regolamentare, anche se può apparire un paradosso, quella flessibilità che le aziende ci offrono, per il loro tornaconto, a piene mani, trasformandola in una reale e concreta opportunità per il lavoratore.

In tal senso, occorre superare l’ambiguità delle aziende di credito che predicano bene con la direzione del Personale e razzolano male con la direzione commerciale. Valga per tutti l’esempio che ovviamente conosco meglio, quello di Banca Carige. Qui, a fronte delle continue proposte  del responsabile delle Risorse Umane, sempre pronto a seguire strade nuove e anticonvenzionali, abbiamo sottoscritto un innovativo accordo sul Sistema di valutazione. Peccato che nell’applicazione concreta, la direzione commerciale abbia fatto la parte del leone, stravolgendo la logica di quell’accordo e mortificando i colleghi, con diffusi e generalizzati abbassamenti dei giudizi. Questo giochetto del poliziotto buono e del poliziotto cattivo deve finire. Come UILCA siamo fortemente impegnati a superare questa logica perversa, in un’ottica costruttiva  che può essere spesa proficuamente coi colleghi anche in termini di proselitismo. 

Dal punto di vista più generale, credo che il prossimo contratto dovrà segnate, a differenza degli ultimi due, una netta  inversione di tendenza dal punto di vista della richiesta di aumenti economici. Basta con i sacrifici unilaterali dei lavoratori. Occorre che le aziende di credito, nel frattempo in gran parte ritornate all'utile, riconoscano adeguati incrementi salariali che possano consentire un recupero del potere d'acquisto dei lavoratori bancari, che sono stati, insieme ai risparmiatori , i più penalizzati dalle crisi delle aziende di credito.

Mi sia consentito un breve passaggio, più confederale, su un tema ormai ineludibile, la riduzione dell’orario di lavoro. Penso che, a fronte delle radicali trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, questa soluzione, che  alcuni ancora criticano come un nostalgico slogan del passato, rappresenti l’unica reale risposta per contemperare occupazione e sviluppo.  

 

Un' ultima parola, infine, sulle aggregazioni. Pare che siano necessarie, ma ciò che sarà assolutamente da evitare è che siano i lavoratori e pagarne il prezzo. Al contrario ai lavoratori che saranno coinvolti da tali processi, come ha argutamente e provocatoriamente suggerito, in un interessante saggio,    Massimo Bramante, dell’Ufficio Studi Uilca “Orietta Guerra”, dovranno essere riconosciuti adeguati incentivi ed incrementi salariali.

UILCA Carige

P.zza Soziglia 12/7 - 16123 Genova

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